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Se non ora, quando?

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lunedì 14 febbraio 2011

Se non ora quando? ADESSO!



Grazie a tutte le donne e gli uomini che sono scesi in piazza insieme a noi!

giovedì 27 gennaio 2011

Mobilitazione nazionale! Se non ora, quando?

INVITO ALLE DONNE ITALIANE A PARTECIPARE AD UNA GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011
Se non ora, quando?
In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.
Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che - va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia - hanno costruito la nazione democratica.
Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.
Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.
Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.
Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.
Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.
Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.
Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.
L’APPUNTAMENTO E’ PER IL 13 FEBBRAIO IN OGNI GRANDE CITTA’ ITALIANA
PER ADERIRE FIRMA ALL'INDIRIZZO http://www.petizionepubblica.it/?pi=Mobdonne
Prime firmatarie:
Rosellina Archinto, Gae Aulenti, Silvia Avallone, Maria Bonafede, Suor Eugenia Bonetti, Giulia Bongiorno, Margherita Buy, Susanna Camusso, Licia Colò, Cristina Comencini, Silvia Costa, Titti Di Salvo, Emma Fattorini, Tiziana Ferrario, Angela Finocchiaro, Inge Feltrinelli, Anna Finocchiaro, Donata Francescato, Rosetta Loy, Laura Morante, Claudia Mori, Michela Murgia, Flavia Nardelli, Valeria Parrella, Flavia Perina, Marinella Perrone, Amanda Sandrelli, Lunetta Savino, Clara Sereni, Gabriella Stramaccione, Patrizia Toja, Livia Turco, Lorella Zanardo, Natalia Aspesi, Letizia Battaglia, Associazione Dinuovo, Associazione Le filomene - il filo delle donne
Prime adesioni
Francesca Comencini, Isabella Ragonese, Roberta Agostini, Morena Piccinini, Valeria Fedeli, Barbara Scaramucci, Annamaria Tagliavini, Cecilia d’Elia, Paola Gaiotti, Cristina Marcuzzo, Paola Bertagnolio, Gabriella Salinetti, Monica Cerutti, Nicoletta Dentico, Annalisa Rosselli, Anna Vinci, Angela Nava, Maria Rosaria Stabili, Rosalba Giugni, Suzanne Diku, Paola Barbieri, Donatina Persichetti, Anna Rudeberg, Dora Jacobelli, Stefania Bartoloni, Franca Zambonini, Camilla Miglio, Luisa Miglio, Novella Bellucci, Marcella Corsi, Maria Grazia Fasoli, Rosalba Fanelli, Francesca Izzo, Elisabetta Addis, Antonella Anselmo, Marina Calloni, Iaia Caputo, Anna Carabetta, Carlotta Cerquetti, Licia Conte, Elisa Davoglio, Ilenia De Bernardis, Daniela De Pietri, Fabrizia Giuliani, Francesca Leone, Anna Francesca Lieggi, Anna Maria Mori, Monica Pasquino, Fabiana Pierbattista, Ilaria Ravarino, Anna Maria Riviello, Simonetta Robiony, Maria Serena Sapegno, Giorgia Serughetti, Sara Ventroni, Laura Onofri, Elena Rosa, Milena Boccadoro, Simonetta Rho, Cinzia Ballesio, Stefanella Campana, Pier Angela Mela, Donata Canta,
Masci del Lazio (Movimento adulti scout cattolici italiani), Raffaella Maioni, Assunta Sarlo (uscire dal silenzio), Le associazioni di volontariato:Welcom;Televita;Insieme con te; Articolo 3; Centro Italiano Femminile di Roma;Conferenza Maschile "Federico Ozanam"

sabato 18 dicembre 2010

"Libere" verso Sud!

L'atto unico di Cristina Comencini andrà in scena il 9 gennaio a Cosenza, Teatro dell'Acquario, e il 10 gennaio a Locri, Palazzo della Cultura.

Con:
Anna Carabetta e Maria Marino
Regia: Dora Ricca

Per le date degli spettacoli e gli altri appuntamenti di Di Nuovo consulta la nostra pagina Rendez Vous!



mercoledì 15 dicembre 2010

Dove va la politica delle/per le donne?


Riceviamo e pubblichiamo volentieri questa riflessione, dopo il 25 novembre:

Sarà perchè da un pò di tempo per me è più facile vedere il bicchiere mezzo vuoto, sarà che quando ti appassioni ad una battaglia e ci lavori, vorresti avere grandi risultati, ma il giorno dopo il 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza alle donne, ho riflettuto a lungo sugli avvenimenti successi in città. Non so perchè ma quest'anno si è deciso di non fare la manifestazione nazionale (mi piacerebbe sapere anche chi l'ha deciso), noi nel Lazio ci siamo concentrati sulla battaglia contro la proposta di legge regionale che vuole smantellare i consultori familiari pubblici con una violenza delle Istituzioni, contro noi donne, pari solo a quelle dei regimi fascisti ed abbiamo realizzato il concentramento al mattino sotto la Regione. Eravamo abbastanza ma non tante come ci si poteva aspettare, eravamo donne di tutte le età, dalle giovanissime alle più anziane, aderenti al centro sinistra, politicamente varie e trasversali, così come le donne sanno fare da sempre. Altro che vetero femministe residuali ed autoreferenziali come hanno dichiarato le vetuste e medievali Rauti e Tarzia, venute scorrettamente a provocare la nostra manifestazione!!! Voglio ringraziare tutti iTestimonial che hanno aderito alle nostre iniziative ed in particolare Giovanna Cau, Francesca Comencini, Lidia Ravera e Rosetta Loy che hanno scritto e attivamente partecipato alla protesta. Mi sono chiesta, vista la gravità della situazione del nostro Paese dove le prime a pagare la crisi sono le donne, con la chiusura dei servizi di cura e l'esclusione dal mondo del lavoro, qual'è il motivo della sottovalutazione della situazione da parte dei mass media e da parte della politica (donne e uomini) a cominciare dal Parlamento. Quel poco che si è scritto e che si è detto mi è sembrato un rito funebre dove i problemi veri delle donne sono rimaste sullo sfondo: si è parlato della violenza che subiscono le donne nel mondo, dalle pachistane alle africane, delle infibulazioni effettuate anche in Italia (ne ha parlato anche la Bonino da Fazio e nelle iniziative con la Carfagna) ma dei problemi delle donne che vivono in Italia, straniere ed italiane, tranne Lidia Ravera (BENISSIMO) e pochi altri, non ne ha parlato nessuno. Care donne cosa aspettiamo ad aprire una vertenza rivolta ai vertici dei partiti politici di centro sinistra, per far sì che il voto dato alle elezioni corrisponda al DOVERE di garantire la presenza nelle liste di un numero ben più alto di donne, in modo da garantire l'effettiva rappresentanza degli interessi e dei bisogni di noi donne, quando si votano gli atti nelle Istituzioni e nelle Amministrazioni pubbliche? Quando è che la piantiamo di sprecare il voto scegliendo uomini da eleggere perch'è sono più forti e quindi il nostro voto sembra un investimento più concreto, o peggio votando donne "scendiletto" serve degli uomini in politica? Si può votare ma si può anche MOTIVATAMENTE non votare. E se diventasse una battaglia vera, non credete che saremmo prese in altra considerazione dai segretari dei partiti quando scelgono i candidati da mettere in lista, o quando scrivono le leggi elettorali, o quando escludono le donne dalle liste oppure scelgono di candidare donne che non portano neanche il voto della loro famiglia? La mancata partecipazione al voto fino a che non ci sia una effettiva inversione di rotta (CONCRETA) è per me il solo modo di fare sul serio la nostra parte. Se metà degli elettori rifiuta di votare, forse la politica potrà cambiare, riacquistare serietà e credibilità. Infine penso che questo discorso dovrà riguardare anche gli uomini che, seppur minoritari, hanno votato donna perchè credono che la politica praticata da più donne serie e competenti come lo dovrebbero eesere tutti gli eletti, potrà garantire dignità e concretezza alle Istituzioni del nostro Paese.
(Luisa Laurelli)