Aderisci a Di Nuovo!

Se vuoi anche tu mettere una firma al documento La Nostra Libertà, che trovi QUI, manda una email a: adesionedinuovo@tiscali.it Grazie a nome di tutte!

Per informazioni su Di Nuovo e sullo spettacolo Libere, e per aderire all'associazione: info.dinuovo@gmail.com
Per sostenerci: IBAN IT35P0200805227000401400557


Se non ora, quando?

Per tutte le iniziative della mobilitazione Se Non Ora Quando? promossa e sostenuta dall'associazione Di Nuovo consulta il blog


martedì 27 marzo 2012

La Fondazione dell'Avvocatura Torinese Fulvio Croce presenta il video "LIBERE" atto unico di Cristina Comencini venerdì 30 marzo ore 17,30 Palazzo Capris di Cigliè Via Santa Maria, 1 - Torino Saluti di: Laura Onofri, Mario Napoli, Marco D’Arrigo segue Dibattito a cura di Se non ora quando?
Comitato di Torino con la partecipazione di: Cristina Comencini Licia Conte, Fabiana Pierbattista, Milena Boccadoro, Stefanella Campana, Cinzia Ballesio, Elena Rosa, Simonetta Rho, Michela Quagliano, Assunta Confente, Michela Malerba, Cesarina Manassero, Mirella Caffaratti, Mia Caielli, Alida Vitale, Angela La Rotella, Rita Sanlorenzo, Livia Locci, Annamaria Loreto, Anna Luisa Ricci, Daniela Lodovica Giannone Iniziativa con il patrocinio dell’ Associazione Di Nuovo e del CIRSDE (Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne dell’Università degli Studi di Torino) Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti

lunedì 23 gennaio 2012

Resistenza creativa in momenti di crisi

Di Nuovo Milano e Università degli Studi di Milano-Bicocca vi invitano a una due giorni di video, performance e dibattiti a partire da Artemisia. Appuntamento il 26 gennaio alle 14.30 in Bicocca e il 29 gennaio alle 16 a Palazzo Reale.

venerdì 20 gennaio 2012

Libere a Soverato

Sabato 28 gennaio la Biblioteca delle Donne di Soverato, in collaborazione con l'Associazione DI NUOVO e con il movimento SENONORAQUANDO, presenta Libere, di Cristina Comencini, al Teatro del Grillo di Soverato.

mercoledì 30 novembre 2011

LIBERE A CIRIE'

Giovedi 1 dicembre alle ore 20 SO.CE- Via Matteotti, n. 13 – Ciriè Per discutere della libertà delle donne Proiezione del DVD dello spettacolo Libere di Cristina Comencini INTERVENGONO: * Laura ONOFRI vice presidente commissione Pari Opportunità Regione Piemonte; * Elena ROSA responsabile dell’Associazione L’OFFICINA DELLE DONNE modera Franza Cinzia “Ci avete educato alla libertà, al rispetto di noi stesse, siamo andate nel mondo piene delle vostre aspettative. Solo che fuori non ne sapevano niente e tutto andava nel solito vecchio modo.” Sono le parole che la giovane protagonista rivolge ad una donna matura in un confronto nato all’insegna di una distanza, quasi di un’inimicizia, che però si trasforma via via in un dialogo e nel quale affiorano affinità e aspirazioni comuni. Fino a intravedere la possibilità di un orizzonte condiviso, di un annodarsi di fili che sembravano sciolti. Ore 20 – Apericena al prezzo di euro 5 ( prenotare al 340 3601315 – arcicirie@gmail.com) Ore 21 - DVD dello Spettacolo “LIBERE” Ore 22 – Dibattito Di Nuovo e SeNonOraQuando invitano donne e uomini a intervenire allo spettacolo e a partecipare al dibattito

SE NON LE DONNE CHI? Anche a Torino l'11 dicembre

venerdì 25 novembre 2011

PRESENTAZIONE di "PETALIE" Romanzo popolare sardo piemontese

Giovedì 8 dicembre alle ore 18,30 - Presentazione del libro "petalie"Romanzo popolare sardo piemontese di Maria Antonietta Macciocu e Donatella Moreschi. Fiera della Piccola e Media Editoria - EUR Palazzo dei congressi - Roma

giovedì 17 novembre 2011

Libere a Genova al 18 novembre

il Festival dell’Eccellenza al Femminile offre alle donne spazio di riflessione e dibattito:

venerdì 18 novembre alle ore 21,
Palazzo Spinola - Via Garibaldi 5 - Genova
Libere
di Cristina Comencini
spettacolo/incontro per contribuire alla nascita di un movimento nuovo

Ci avete educato alla libertà, al rispetto di noi stesse,
siamo andate nel mondo piene delle vostre aspettative.
Solo che fuori non ne sapevano niente
e tutto andava nel solito vecchio modo.


Sono le parole che la giovane protagonista rivolge ad una donna matura in un confronto nato all’insegna
di una distanza, quasi di un’inimicizia, che però si trasforma via via in un dialogo e nel quale affiorano
affinità e aspirazioni comuni. Fino a intravedere la possibilità di un orizzonte condiviso, di un annodarsi
di fili che sembravano sciolti.
Libere è stato scritto da Cristina Comencini per Di Nuovo, un’ associazione nata da un gruppo di donne
di varie città italiane, di professioni ed età diverse, preoccupate per la crescente quantità di episodi di
violenza di genere inversamente proporzionale al tasso di occupazione che è il più basso in Europa, per la
precarietà delle conquiste, le difficoltà del lavoro e della maternità, l’insufficienza del welfare.
Libere nasce come uno spettacolo/ incontro per contribuire alla nascita di un movimento nuovo. Dal
luglio 2010 Di Nuovo lo porta nei teatri , con la proposta di SETTE PUNTI per il dibattito e l’impegno a
organizzare una convenzione nazionale delle donne .
Da questa storia nasce SeNonOraQuando, l’appello che il 13 febbraio porta milioni di donne in piazza,
l’incontro di Siena a Luglio, la decisione di organizzarsi in rete. Si riparte?

Ne parliamo a Genova, grazie al Festival dell’Eccellenza al Femminile, il 18 novembre.
ore 21 - Spettacolo con Manuela Kusterman e Dora Di Mauro, regia di Consuela Barilari
ore 22 – Incontro con Annalisa Marinelli urbanista di genere, Eva Provedel, SeNonOraQuando, Daria Veronesi, Di Nuovo. Modera Laura Guglielmi, Direttore Responsabile di Mentelocale

Di Nuovo e SeNonOraQuando invitano donne e uomini a intervenire allo spettacolo e partecipare al dibattito che seguirà

Presentandosi con questo invito si potrà acquistare il biglietto dello spettacolo a tariffa ridotta, 5 €.
http://dinuovodinuovo.

lunedì 14 novembre 2011

riunione se non ora quando

Riunione del Comitato "SE NON ORA QUANDO?" di Torino Lunedì 14 novembre 2011 alle ore 21 presso la sala dell'Antico Macello di Po, in Via Matteo Pescatore, 7 a Torino. Vi aspettiamo numerose!!!

mercoledì 26 ottobre 2011

QUANDO LA NOTTE

Finalmente venerdì 28 ottobre esce nelle sale l'ultimo film di Cristina Comencini "Quando la notte". Tra le montagne un uomo e una donna s'incontrano. Manfred è una guida, chiusa e sprezzante, abbandonato da moglie e figli; Marina una giovane madre in vacanza col suo bambino. Una notte qualcosa succede nell’appartamento di lei e Manfred interviene, portando il bambino ferito in ospedale. Da quel momento l'uomo si metterà sulle tracce di una verità inconfessabile che Marina ha nascosto a tutti, anche al marito, mentre lei intuirà il segreto familiare all'origine dell’odio di Manfred verso tutte le donne. Con una rabbia e un desiderio mai provati prima, i due scopriranno la radice di un legame potente che non riusciranno a controllare né a vivere. Anni anni dopo quella vacanza, Marina, d'inverno, tornerà al rifugio a cercare Manfred. Tocca un tema importante e da molti sottovalutato, una questione femminile delicata e controversa come quella del sentirsi inadeguate di fronte alla maternità! Il senso di fatica, ansia e frustrazione che spesso provano le donne alla nascita di un figlio, ma che è difficile condividere con gli altri!

lunedì 24 ottobre 2011

"LIBERE" al Teatro Gobetti di Torino

Venerdì 4 novembre ore 21 - Teatro Gobetti - via Rossini 8 Torino “LIBERE” reinterpretazione scenica dell’atto unico di Cristina Comencini con Francesca Vettori e Valentina Pollani regia: Francesca Vettori scenografia: Giulia Gubernati e Alessia Marino direzione artistica: Margherita Trezzi. Ad un anno circa dalla sua prima rappresentazione, lo spettacolo torna in scena a Torino in un nuovo allestimento, con la scenografia di due allieve dell’Accademia Albertina delle Belle Arti. L’ingresso è libero

sabato 22 ottobre 2011

Libere al Teatro Anfitrione di Roma

Domenica 23 ottobre alle ore 20.30
Al Teatro Anfitrione, via di San Saba 24

Libere di Cristina Comencini
con Carla Blasetti e Lavinia Bianchi
regia di Carla Blasetti


giovedì 13 ottobre 2011

INCONTRO CON TERESA DE JESUS ARISTIZABAL SANCHEZ

Giovedì 20 ottobre 2011 alle ore 16 Presso il CIRCOLO DEI LETTORI - Torino - Palazzo Graneri - Via Bogino 9 La Commissione Regionale Pari Opportunità della Regione Piemonte Le Donne in Nero della Casa delle Donne di Torino
presentano INCONTRO CON TERESA DE JESUS ARISTIZABAL SANCHEZ Dal 1985 si occupa attivamente dei diritti umani delle donne in Colombia, e in particolare dei diritti sessuali e riproduttivi. Ha svolto intenso lavoro con le donne colpite da violenza sociale e politica in contesti di conflitto armato. Nel 1995 è stata tra le fondatrici della Ruta Pacifica de las Mujeres e ne fa tuttora parte. Parteciperanno all'incontro: Patrizia Alessi e Laura Onofri Vice Presidenti della Commissione per la Realizzazione delle Pari Opportunità fra Uomo e Donna della Regione Piemonte Elisabetta Donini ed Anna Valente Donne in Nero della Casa delle Donne di Torino Francesca Cerrina Amnesty International - Coordinamento America Latina

lunedì 10 ottobre 2011

La violenza contro le donne nei TG italiani

CPP - Corso di Laurea in Comunicazione Pubblica e Politica CIRSDe - Centro Interdisciplinare di Ricerche e studi delle Donne Università degli Studi di Torino Torino, 17 ottobre 2011 ore 10.30 - Sala conferenze del Dipartimento di Studi Politici Via Giolitti n. 33 - Torino Fabrizio Tonello (Università di Padova) presenta la ricerca condotta con Elisa Giomi (Università di Siena) La violenza contro le donne nei TG italiani Discutono il tema Franca Balsamo ricercatrice del Dipartimento di Scienze Sociali Carmen Belloni presidente del CIRSDe Marinella Belluati ricercatrice del Dipartimento di Studi Politici Milena Boccadoro giornalista TG3 del Piemonte Stefanella Campana vicepresidente dell’Istituto Paralleli Per informazioni marinella.belluati@unito.it

domenica 9 ottobre 2011

Un paese per donne - voci da Siena

INCONTRO A TORINO Lunedì 17 ottobre 2011 alle ore 18 al Museo di scienze Naturali – Torino, via Giolitti 36 - Presentazione del reportage: "un paese per donne - voci da Siena" realizzato da Claudia Apostolo e Milena Boccadoro durante l'incontro nazionale di Se non ora quando Un paese per donne? organizzato a Siena il 9 e 10 luglio. Seguirà un resoconto dell’incontro del 2 ottobre a Roma promosso dal Comitato nazionale con i comitati territoriali e un dibattito sulle iniziative e i contributi che Torino e il Piemonte possono dare per definire priorita' e obiettivi della rete "Se non ora quando?"

venerdì 7 ottobre 2011

"Lavoro e dignità delle donne? Buttiamola in barzelletta" di Stefanella Campana

Una insopportabile distanza con la realtà del Paese. Una mancanza di stile, di attenzione nei confronti di oltre la metà degli italiani, le donne. Nel giorno dei funerali di quattro operaie e di una ragazzina vittime di una tragedia annunciata che ha ricordato a questo paese che c’è chi lavora 10-10 ore al giorno per 3,95 euro all’ora, senza alcuna tutela, c’è chi fa battute di pessimo gusto, dal premier ai leghisti alla Camera nel totale disprezzo della dignità delle donne e del loro lavoro e impegno. E’ questo il senso di responsabilità di chi dovrebbe governare questo nostro Paese? Fino a quando è tollerabile tutto questo? Mentre si chiede alle donne la parità in uscita dal lavoro, per un atto di giustizia dovrebbe esserci anche la parità nelle condizioni di lavoro. Ma si preferiscono le barzellette anziché affrontare problemi seri.

mercoledì 5 ottobre 2011

Qualcosa comincia a cambiare?....

L’uomo che lavora solo con le donne L’azienda tutta al femminile di un imprenditore di Basilea di MARINA VERNA/La Stampa............................... Di che cosa siano capaci le donne, René Mägli l’aveva visto da piccolo: era l’unico maschio in mezzo a tre sorelle. E l’esperienza dev’essere stata felice, se adesso per il suo ufficio - la filiale di Basilea della società di trasporti marittimi Msc - vuole solo donne. Con le sette assunzioni del mese scorso è arrivato a cento. Nemmeno un uomo tranne lui, il capo. L’ultimo è stato licenziato dieci anni fa. «Avevo notato che cercava di esercitare del potere sulle colleghe e faceva sparire i documenti che non capiva». Da allora, pochi maschi mandano il curriculum e nessuno passa la selezione. «Non ho niente contro gli uomini ha raccontato Mägli allo Spiegel -. Solo che le donne hanno qualcosa in più: lavorano per l’azienda, non per il proprio ego. Gli uomini lottano per la posizione, per i soldi o lo status. Non amano lavorare in squadra e, se sono costretti, non comunicano, non si aiutano reciprocamente. Le donne invece non sono competitive, non vogliono dimostrare la loro superiorità. Almeno, questa è la mia esperienza». René Mägli è un sessantenne austero, che nulla ha del Don Giovanni. Unico sfoggio, un anello con sigillo e una catenella d’oro per gli occhiali intorno al collo. Svizzero, ha scelto un mestiere inconsueto per il suo Paese: lo spedizioniere marittimo. Ha cominciato a lavorare a Rotterdam a 22 anni, ha girato diverse compagnie finché, nell’81, ha aperto a Basilea la sua, che ha ceduto qualche mese fa alla Mediterranean Shipping Company (Msc), la seconda compagnia al mondo per trasporto merci via mare - 50 mila dipendenti e una flotta di transatlantici e grandi navi container. Msc ne ha fatto la sua filiale svizzera e così Herr Mägli continua a governare le sue «Ladies», come gli piace chiamarle, dalla piccola pedana piazzata al centro del reparto vendite, il più frenetico, uno stanzone al secondo piano di un anonimo edificio nel centro di Basilea. Non ha ufficio né segretaria «perché fa capo-macho, e non è quello il mio stile», si gestisce da solo l’agenda e sulla scrivania tiene un marinaio in legno, con le mani in tasca, come se lì non ci fosse niente da fare: unica allusione al business della casa. Le donne - contabili, esperte di finanza, venditrici, manager - occupano anche altri due piani e di lì muovono, per conto dei clienti svizzeri, milioni di tonnellate di cacao, cotone, zucchero, caffè, legnami pregiati e ogni materia prima che il mercato globale richieda. «Le donne sono più adatte degli uomini a una società di servizi - dice Mägli -. Portano più utili». E infatti dal 2005 il fatturato è cresciuto del 25% all’anno. I colloqui di assunzione li fa direttamente il boss. «So con esattezza che cosa cerco: donne che sappiano lavorare in squadra e abbiano voglia di imparare. Certo, studi ed esperienza contano, ma meno delle doti umane. Queste non si insegnano, tutto il resto sì». In conclusione: «Io non assumo donne per idealismo, non sono un benefattore, sono un uomo d’affari che sceglie il meglio sul mercato. Le donne sono più preparate, più flessibili, più attente ai costi. Sono più indifferenti alla gerarchia, sbrigano il lavoro aiutandosi». Le definisce «il mio capitale», le paga bene e, soprattutto, non le penalizza se vanno in maternità. Anzi. Quando tornano, possono scegliere il tempo parziale e modularlo secondo le loro necessità. «Ho investito tanto per formarle, perché dovrei buttare via tutto? Tanto più che, da madri, hanno imparato a fare più cose insieme, a organizzarsi, fissare le priorità. Capacità preziose, che i maschi non hanno e che tornano utilissime anche in azienda». Ma tutte quelle donne non litigano mai? «In questa azienda l’aggressività non è apprezzata. Chi manipola o intriga, non ottiene un posto migliore. E viene isolata dalle colleghe». L’ultimo segreto di una formula di successo, che nessun altro in Svizzera, in Europa, nel mondo ha mai osato sperimentare sembra semplicissimo: «Trovare la donna giusta per ogni ruolo». E su questo punto Mägli è imbattibile. Questione di fiuto. Un’altra cosa che non si impara.

Picchiata e insultata su un bus perchè donna e nera

TORINO Picchiata e insultata su un bus pieno di passeggeri. Tempestata di pugni, ha una costola fratturata, e due settimane di prognosi. Ma ancora più del dolore è forte lo sgomento di Suad Omar, mediatrice culturale italo-somala, per l'aggressione improvvisa e violenta di cui è stata vittima venerdì scorso, sulla linea 63, alla fermata davanti all'ospedale Maurziano. «Voleva che mi scostassi per passare- racconta - gli ho detto che anch'io stavo per scendere, e a quel punto ha iniziato a insultarmi, mi ha detto cose irripetibili. Gli ho risposto indignata, lui ha reagito alzando le mani». Il responsabile è un uomo italiano, di circa 50 anni, di cui non si sa altro: perché alla fermata, l'autista ha aperto le porte e lui si è dileguato. In soccorso della vittima sono intervenuti due ragazzi, un somalo e un marocchino. Un terzo giovane italiano ha inveito contro l'autista per aver permesso che l'aggressore scappasse. Anche i due stranieri si sono indignati: «Se fosse stata aggredita un'italiana da un extracomunitario, nessuno gli avrebbe permesso di allontanarsi», hanno protestato, mentre l'autista obiettava di aver agito secondo il regolamento. Suad è molto conosciuta a Torino, al suo nome è legato un pezzo importante della storia dell'immigrazione in città. Laureata in Somalia, dal 1989 vive in Italia, dove è arrivata per raggiungere quello che sarebbe diventato suo marito. Ha studiato da mediatrice culturale, lavoro a cui negli anni ha affiancato anche l'impegno politico: consigliera alla Circoscrizione 8 fino alla scorsa primavera e coordinatrice della Commissione giovani e immigrati a San Salvario (quartiere in cui risiede), era già stata candidata alle regionali, alle provinciali e alle europee. è stata tra le fondatrici del centro culturale Alma Mater e del centro Alouan, e una delle voci di «Babalasalà», prima trasmissione radiofonica fatta da e per gli immigrati sulle frequenze di Radio Torino Popolare. Oggi continua l'attività di mediatrice ed è responsabile per l'Italia degli intellettuali somali emigrati a causa della guerra civile. Madre di cinque figli, una vita divisa tra la famiglia e l'impegno a difesa degli stranieri e delle donne. Sul bus 63, alle quattro e mezza di venerdì pomeriggio, stava andando a prendere una ragazza straniera che sarebbe stata dimessa dal Mauriziano e che aveva bisogno di aiuto. Ed era al telefono, vicino alle porte del mezzo che stavano per aprirsi, quando il l'uomo le ha chiesto di spostarsi. «Mi ha detto "Guarda questa gente", e poi giù con gli insulti a sfondo sessuale. Ha usato ogni sorta di ingiuria. E poi mi ha colpito ripetutamente, mi ha anche rotto gli occhiali. Quando i carabinieri sono arrivati, si era già allontanato. Ho sporto denuncia, ma quello che mi fa stare ancora peggio delle botte è il fatto che non avrebbe dovuto scappare. Non so se l'autista abbia rispettato il regolamento: se è così, dovrebbero cambiarlo». «Da quando è successo - dice Suad amareggiata - sono depressa. Non mi era mai accaduto un episodio simile. Gtt mi ha detto che a bordo c'era una telecamera. Spero che sia identificato in fretta, una persona così aggressiva e violenta potrebbe fare del male anche ad altri. E' un problema di sicurezza soprattutto per le donne». da "La Stampa - Torino 4/102011" Non ci sono parole per commentare questa brutale aggressione, esprimiamo solidarietà e partecipazione a Suad Omar per il grave episodio di violenza e discriminazione di cui è stata vittima. L'indignazione che tale atto ha provocato in tutte noi deve farci proseguire con determinazione il lavoro per contrastare le discriminazioni e le violenze che le donne, maggiormente se immigrate, subiscono. Stringiamo Suad in un abbraccio pieno di affetto.

martedì 4 ottobre 2011

Resoconto dell'assemblea pubblica regionale del 24 settembre a Torino contro i movimenti pro-vita nei consultori

L'assemblea ha avuto una buona partecipazione, anche se la presenza di realtà di altre province non è stata quantitativamente quella auspicata. La relazione introduttiva di Valentina Donvito, della Casa delle Donne e medico dell'Ospedale Sant'Anna, ha sottolineato come sia in corso un attacco al concetto fondamentale di autodeterminazione, ripercorrendo le tappe della presentazione del ricorso, delle iniziative prese a sostegno dello stesso, della vittoria al Tar e della riproposizione da parte della Giunta Regionale di una nuova delibera che solo formalmente è stata modificata, ma che di fatto ripropone l'ingresso dei movimenti pro-vita nei consultori. Che i consultori siano sotto attacco e che si voglia svuotare di fatto la 194 è ormai chiaro: una dimostrazione ulteriore è l'agghiacciante proposta di legge presentata in Regione dalla maggioranza - che potete consultare sul sito: http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/ariaint/TESTO?LAYOUT=PRESENTAZIONE&TIPODOC=TESTOPDL&FASEITER=PRESENTAZIONE&PDL=90160 Questa proposta stravolge la natura dei consultori, indebolendo fortemente la loro attuale prerogativa di essere laici e pubblici. C'è la forte preoccupazione che se un testo come quello, profondamente oscurantista, dovesse mai diventare legge in Piemonte, e nelle altre regioni dove sono state presentate proposte di legge analoghe, sarebbe a rischio oltre alla 405 (legge nazionale istitutiva dei consultori) anche la piena e corretta applicazione della 194. Il successivo intervento è stato quello delle avvocate Mirella Caffaratti ed Arianna Enrichens che hanno relazionato sull'udienza dell'8 giugno di fronte al TAR: la sentenza ha accolto il ricorso per quanto concerne il requisito soggettivo statutario “della difesa della vita fin dal concepimento”; le altre censure sollevate sono state giudicate non accoglibili in quanto, in proposito, secondo il TAR non sono legittimate ad agire le associazioni ma solo le singole donne. Hanno sottolineato la possibilità di proseguire nell'azione legale verso la delibera di luglio che, nella nuova formulazione, pur introducendo sempre in posizione di privilegio il famoso requisito soggettivo, pare allargare l’accesso alle convenzioni con le Asl ad altri soggetti, rendendo così più difficile sostenere la tesi della discriminatorietà della delibera stessa. Hanno inoltre rimarcato che la Giunta ha già predisposto che le Asl procedano alla redazione degli elenchi delle associazioni ammesse e alla stipula delle convenzioni. Il nuovo ricorso dovrà essere depositato entro fine ottobre. Eleonora Artesio ha ricordato come la recente affissione di un orrendo manifesto del movimento per la vita nei locali dell’Asl2 di Torino per ordine della direzione dimostra che gli operatori non possono essere lasciati soli né si può chiedere loro la disobbedienza eroica Ha criticato l’autoritarismo della Regione che, a specifica interrogazione sull’episodio, ha risposto invocando la democrazia del “rispetto di tutte le idee”!!! Inoltre la Regione non ha risposto alle interrogazioni su come intenda applicare la nuova delibera sui consultori. Rispetto invece alla proposta di legge del PDL ha, fra l’altro, messo in evidenza che la famiglia sostituisce il “soggetto”, che le donne dovranno firmare il progetto di sostegno e di aver ricevuto le informazioni, ossia di accogliere o meno il percorso proposto, nonché gli aspetti economici e finanziari legati alla scelta delle donne. Donata Canta ha sostenuto la necessità di contrapporre iniziative di mobilitazione a 360 gradi sia dal punto di vista istituzionale, sia con la diffusione di documenti di controinformazione, con manifestazioni in tutta la regione, anche protratte nel tempo, cercando strategie e iniziative comuni con altre regioni (gruppi di donne del Lazio e della Lombardia hanno inviato messaggi che, oltre ad aggiornarci sulla situazione di quelle realtà, auspicano una comune mobilitazione), anche attivando la rete nazionale di SNOQ su questi temi. A questo proposito, la richiesta che sarà fatta alla riunione dei Comitati il 2 ottobre, sarà quella che le prossime mobilitazioni tengano conto che sul corpo delle donne, sulla loro autodeterminazione e libertà si sta giocando una brutta partita. Sono seguiti numerosi interventi: la Vice-Presidente dell’Associazione ArciGay Doriana Tedesco, il Consigliere Regionale Andrea Stara, Lucia Centillo Coordinatrice della Commissione Materno-Infantile dell’Asl1 di Torino, Giulia Druetta del Collettivo Altereva, Cristiana del Collettivo Medea, Ferdinanda Vigliani di Pensiero Femminile, la Consigliera Regionale Gianna Pentenero , Noemi Gallo, che ringraziamo per il loro contributo. Ci scusiamo per le omissioni, assolutamente involontarie, legate alla ricchezza di tutti gli interventi che non siamo in grado di ricostruire. Laura Onofri, infine, nel suo intervento ha anche fatto un breve aggiornamento sullo stato dell'arte della Legge 16 del 2009 sull'Istituzione dei Centri Antiviolenza che la Regione continua a non finanziare, pur essendoci un o.d.g. votato all'unanimità dal Consiglio Regionale che prevede l'innalzamento a 500mila euro annuali delle risorse su quel capitolo di spesa. Se questa grave inadempienza della Regione continuerà, oltre a privare le donne maltrattate di un servizio assolutamente necessario , comporterà l'impossibilità di partecipare al bando del Ministero delle P.O. (scadenza dicembre 2011) che prevede 12milioni di euro di fondi dedicati al capitolo Centri antiviolenza. L’assemblea si è riconvocata per il 5 ottobre prossimo alle ore 21, presso il Salone dell’Antico Macello di Po – via Matteo Pescatore 7 Torino riunione per iniziare ad organizzare le iniziative di mobilitazione.

venerdì 23 settembre 2011

LIBERE A CASELLE TORINESE

Venerdì 7 ottobre alle ore 21 a Caselle Torinese, sarà proiettato il video
"Libere" di Cristina Comencini

venerdì 16 settembre 2011

NUOVO ATTACCO ALL' AUTODETERMINAZIONE DELLE DONNE -



Riassunto delle puntate precedenti
A metà novembre 2010 il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato il Protocollo per il miglioramento del percorso assistenziale per la donna che richiede l'interruzione volontaria di gravidanza, con il quale viene consentito l'ingresso nei consultori familiari pubblici esclusivamente alle associazioni cosiddette "pro-vita".
Dopo l'Assemblea del 30 novembre nell'Aula Magna dell'Istituto Avogadro, la Casa delle Donne di Torino, il 14 dicembre 2010, ha presentato ricorso al TAR contro il Protocollo.
Il TAR, con sentenza del 15 luglio 2011, ha annullato il Protocollo della Giunta nella parte in cui ammetteva alle convenzioni con le ASL soltanto le associazioni che possiedono nel proprio statuto il requisito della "difesa della vita fin dal concepimento".
Dopo soli 4 (!!!) giorni dalla pubblicazione della sentenza, la Giunta Regionale ha emesso il 19 luglio una nuova delibera "rettificata", ma la sostanza non è cambiata. La Giunta si è ben guardata infatti dall'eliminare questa condizione di favore, limitandosi ad aggiungere: "in assenza del presente requisito soggettivo è sufficiente il possesso di un'esperienza almeno biennale nell'ambito del sostegno alle donne e alla famiglia".

La partita che si gioca e le iniziative da prendere
A discutere il ricorso è venuto in persona l'avvocato Carlo Casini, presidente della Federazione che riunisce i movimenti e i centri di aiuto alla vita di tutta Italia.

Nella nuova delibera si dispone che le Asl procedano alla redazione degli elenchi delle associazioni ammesse e alla stipula delle convenzioni. Piemonte, Lombardia e Lazio costituiscono una sorta di terreno di prova per lo smantellamento dall'interno della Legge 194 e dei servizi consultoriali, per procedere alla privatizzazione della salute.
Si tratta quindi di avere respiro lungo e di pensare molte iniziative su fronti diversi, dalla battaglia legale alle mobilitazioni contro l'applicazione della delibera.

Pensiamo che sia giusto e necessario:
· proseguire nell'azione legale coinvolgendo anche altri soggetti
· vigilare sui provvedimenti di applicazione della delibera
· mobilitarci per manifestare il nostro dissenso in tutta la regione con iniziative pubbliche.

Le donne compiono già le loro libere scelte non secondo appartenenze, vincoli, idee predeterminate ma secondo i legami che nascono da vite scelte, puntuali, individuali a cui nessuno si può sovrapporre.

La posta in gioco è l'autodeterminazione, ed è fondamentale!

Per discutere di questa nuova delibera e delle iniziative da intraprendere per contrastarla, ci ritroveremo in
ASSEMBLEA PUBBLICA

SABATO 24 SETTEMBRE 2011, ORE 15-18

Aula Magna
Istituto "Amedeo Avogadro", via Rossini 18, Torino



Donne di Torino per l'autodeterminazione